Georges Perec. Memoria, fotografia, scrittura | I tacuini di Perec

Georges Perec. Memoria, fotografia, scrittura.

Christelle Reggiani ci aiuta a comprendere quale rapporto Georges Perec abbia intrattenuto con la fotografia e in che modo l’abbia usata per i propri progetti letterari. La fotografia per Perec, spiega Reggiani, è falsa e difettosa, non ha nemmeno le capacità che le vengono tradizionalmente attribuite cioè le funzioni di attestazione e designazione, ma è da questa versione larvale della fotografia che prende origine la scrittura di Perec, uno dei fenomeni letterari più interessanti del ‘900.

  •  
  •  
  •  
  •  
  • 2
  •  
  •  
    2
    Shares

Christian Boltanski: la memoria, la fotografia, l’archivio.

Pochi artisti hanno saputo cogliere come lui il senso della fotografia nelle società occidentali. Una produzione sobria, che si dipana attorno a pochi temi, alla ricerca di quel punto di equilibrio in cui l’individuo si scorge, al cuore dell’umanità tutta, uguale e diverso, uno e plurimo, discendente ultimo di una progenie che emerge nel ricordo, annullando la profondità del tempo. Siamo troppi e ci perdiamo, ma ci teniamo e ci cerchiamo, come i nomi negli elenchi degli abbonati del telefono.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
László Moholy-Nagy e il fotogramma | I taccuini di Perec

László Moholy-Nagy e il fotogramma: creare con la luce, tra arte, tecnologia e politica.

Uno dei più grandi artisti del Novecento. Forse l’unico che sia riuscito a creare una tassonomia della fotografia senza apparire ridicolo. Pensava il lavoro creativo come una necessità biologica, integrata alla vita degli individui e della collettività. Ha esplorato il mezzo fotografico come pochi altri, senza mai pensare di poter creare un limite tra la fotografia e altre forme di espressione creativa. Rifiutava il termine utopia e si considerava un instancabile pioniere.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Mostra fotografica Women at Work a Palazzo Ducale Genova

Women at Work: il lavoro alle donne. Conversazione con Manuela Caccioni del Centro Antiviolenza Mascherona.

La situazione è tutt’altro che rosea. Nel mondo, in Europa, in Italia dove aumentano i femminicidi e l’occupazione maschile resta percentualmente superiore a quella femminile. Dove, nelle situazioni di crisi, il mondo del lavoro preferisce sacrificare le donne. Servono continui richiami, serve lavorare strutturalmente. Servono anche i piccoli interventi e serve portarli alla luce, soprattutto quando sono sorretti da idee forti. Come in questo caso.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •