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Jacques Henri Lartigue. Dalla mostra al MoMA alla donazione allo Stato francese.

Se ne sta seduto in giardino a dipingere. Oppure fotografa le sua ombra, come per accertarsi di essere ancora sulla terra. Nel frattempo, progetta l’ultima pagina del suo ultimo album. Siamo nel 1986 e lui è Jacques Henri Lartigue (Courbevoie, 13 giugno 1894 – Nizza, 12 settembre 1986). Tutto ciò che ha fotografato, che ha scritto, che ha collezionato è ormai in mano allo Stato francese. Nel 1979, insieme a Florette Orméa, ha firmato l’atto di donazione stabilendone le condizioni.

Ferdinando Magri e il reportage sul porto di Genova.

È una selezione dal reportage commissionato a Magri dalla Camera di Commercio di Genova, tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso. È un mondo di chiatte e baracche, di uomini in canottiera e calzini corti. Li incontri soli o a piccoli gruppi i lavoratori del porto, si scambiano parole, gesti, sguardi. Si muovono entro uno spazio fatto di ampie superfici in asfalto e metallo, cieli solcati da ponti, gru, elevatori, bighi e tralicci. È un unico e grande corpo che si muove, armonioso e teso.

La camera chiara di Roland Barthes.

  • Silo

È un libro composto da poche pagine, ma offre infiniti spunti di riflessione. Il più importante riguarda il concetto di punctum. Per Barthes, il punctum è una follia, è la fotografia come allucinazione e come verità folle, “falsa a livello della percezione, ma vera a livello del tempo”. Se la fotografia deve avere una forza documentativa, è fondamentale per Barthes che non riguardi l’oggetto, ma il tempo. Per cogliere il punctum temporale dobbiamo andare oltre la banalizzazione del noema.