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Il postmediale: Rosalind Krauss, ad esempio.

Dopo la routine creativa rimasticata da Seth Godin, scopro studiosi nostrani che scrivono di postmedialità. Non so cosa siano la “condizione postmediale” e il “disagio postmediale”, ma so cos’è l’arte nell’era postmediale perché ne ha data definizione Rosalind Krauss decenni or sono. Il medium di cui scriveva Krauss non ha niente a che fare con i media (mezzi o strumenti di informazione) di cui scrivono gli studiosi di cui sopra…

Il libro fotografico in Italia, dal dopoguerra agli anni Settanta. Di Miryam Criscione.

Miryam Criscione, docente dell’Accademia di belle arti di Ragusa, pubblica con Postmedia books una ricerca che allo studio delle fonti d’archivio affianca quello delle fonti critiche per ricostruire le vicende e le dinamiche editoriali che hanno caratterizzato lo sviluppo del libro fotografico d’autore in Italia, dal secondo dopoguerra agli anni ’70. L’indagine, si legge in quarta di copertina, “giunge a colmare una lacuna” nell’ambito degli studi sulla storia del fotolibro in Italia aprendo una nuova visuale su figure e situazioni sino a oggi trascurate dalla storiografia ufficiale.

Ariella Azoulay: Civil Imagination, l’ontologia politica della fotografia.

  • Silo

Ariella Azoulay, nata a Tel Aviv nel 1962, insegna “Modern Culture and Media” alla Brown University. Ha pubblicato Civil Imagination in ebraico nel 2010. Il libro è stato tradotto in italiano nel 2018. La sensazione è che il suo pensiero non possa ambire ad un vasto seguito in Italia, quindi la inserisco nel Silo, perché penso sia importante tenere attivo lo sguardo, allontanarlo da quell’idea di contemplazione che ha radici così profonde nella cultura classicista di questo paese.