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L’universo fotografico

Settori, ambiti, comparti e professioni. Amatori, dilettanti, instagramers e consumatori. È l’universo fotografico. Ci siamo dentro tutti? Credo di no.

Il porto di Genova tra il 1960 e il 1970, nelle fotografie di Ferdinando Magri. De Ferrari Editore, 2019.

Ferdinando Magri, fotografo dilettante, e il suo reportage sul porto di Genova tra gli anni ’60 e ’70 del ‘900.

È un mondo di chiatte e baracche, di uomini in canottiera e calzini corti. Li incontri soli o a piccoli gruppi i lavoratori del porto di Genova, si scambiano parole, gesti, sguardi. Si muovono entro uno spazio fatto di ampie superfici in asfalto e metallo, cieli solcati da ponti, gru, elevatori, bighi e tralicci. Ciò che sembra interessare Magri non è il singolo, macchina o uomo che sia, è il porto come corpo pulsante.

Ian Ruhter, il collodio umido e lo spirito di Gordon Matta-Clark a Bombay Beach.

La lastra sviluppata e fissata è l’oggetto che resta dopo l’azione. Reca in sé il valore della lavorazione manuale. Ne conserva gli aspetti tattili, le imperfezioni. Manifesta il sentimento che ha reso possibile il lavoro richiesto dalla produzione di un oggetto come questo. L’opera vera però nasce con il rapporto, con il recupero di uno spazio, la condivisione di un’esperienza destinata a concludersi, a negarsi, a fallire.