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L’universo fotografico

Settori, ambiti, comparti e professioni. Amatori, dilettanti, instagramers e consumatori. Artisti fotografi, fotografi artisti, artisti che usano la fotografia, fotografi e basta. Fotografia come documentazione, come testimonianza, come espressione e come comunicazione. Fotografia scientifica, di moda, d’architettura, di viaggio, di scena, di paesaggio. Fotografia teatrale, boudoir, erotica, sportiva, musicale. Still life, ritratto, subacquea, naturalistica, immobiliare, panoramica, industriale, documentale. Pubblicitaria, commerciale, publiredazionale. Fotogiornalismo, cerimonia, riproduzioni d’arte. Fotografia pubblica e fotografia privata. Fotografia privata che diventa pubblica. Fotografia analogica e digitale, in rete e a stampa. Collezionismo, limited and open editions. Archivi, raccolte, gallerie e musei. Mostre, festival, fiere di fotografia. Album di famiglia, newborn and pet photography. Libri e riviste di fotografia, blog e siti internet. Dai nuovi autori a quelli vecchi e poco conosciuti, dalle tecniche antiche e dimenticate alle nuove tecnologie. L’universo fotografico è immenso. E non si dica che con i cellulari non si scattano fotografie. Il processo di massificazione della fotografia ha origini antiche e procede inarrestabile impattando sulle nostre vite e sulla società. La fotografia è “un grande corpo disteso nel bel mezzo della società tutta”, ha scritto Bernardo Valli nella prefazione a L’atto fotografico di Philippe Dubois (QuattroVenti, 1996). Corpo, superficie, territorio. L’universo fotografico è uno spazio vasto che chiede di essere percorso, attraversato, esplorato. Interrogato.

Ferdinando Magri e il reportage sul porto di Genova.

È una selezione dal reportage commissionato a Magri dalla Camera di Commercio di Genova, tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso. È un mondo di chiatte e baracche, di uomini in canottiera e calzini corti. Li incontri soli o a piccoli gruppi i lavoratori del porto, si scambiano parole, gesti, sguardi. Si muovono entro uno spazio fatto di ampie superfici in asfalto e metallo, cieli solcati da ponti, gru, elevatori, bighi e tralicci. È un unico e grande corpo che si muove, armonioso e teso.

Ian Ruhter, il collodio umido e lo spirito di Gordon Matta-Clark a Bombay Beach.

Come altri fotografi, Ian Ruhter è tornato all’analogico. Ha compiuto un percorso a ritroso, fino a recuperare il collodio, una tecnica nella quale la manipolazione dei materiali si fa completa e inevitabile. Gli ambrotipi di Ian, con le loro qualità materiali e tattili, tuttavia sembrano, soprattutto a coloro che come me si trovano a osservarli attraverso uno schermo, soltanto un momento all’interno di un lavoro processuale che coinvolge rapporti, vissuti e il concetto di trasformazione.

“Un incontro mancato. Sul fotoreportage animalista”. Di Benedetta Piazzesi e Stefano Belacchi.

Cosa si può chiedere ancora a una fotografia che sembra aver terminato il proprio compito? C’è chi chiede alla fotografia ciò che non può dare e chi le assegna responsabilità che non può avere. A partire da pratiche di attivismo sociale, Benedetta Piazzesi e Stefano Belacchi hanno deciso di fermarsi e di interrogarla. Con questo libro pubblicato da Mimesis i due autori si sono messi in ascolto e hanno creato uno spazio di riflessione, utile per tutti coloro che si occupano di fotografia.